Yoga High
di Jane Pahr
Il parole "high" spesso e' usato come d'essere al di sopra ma anche d'essere drogato.
Gli studenti di un liceo scientifico italiano trovano una naturale "High" - la scienza dello Yoga, e un ginnasio italiano diviene un luogo sacro

Sebbene Trieste, una citta' del nord Italia sulla costa adriatica, possa sembrare lontana e un liceo italiano piuttosto diverso dalle comuni high school americane c' in realta' un minimo comune denominatore nell'essere teenager: il rito di passaggio, la ribellione verso la norma, nel tentativo di uniformarsi al gruppo mentre la transizione all'eta' adulta, dove ci si aspetta che ognuno si crei la propria vita, ha luogo in un mondo in cui il futuro sembra sempre meno certo. Il disfattismo che spesso lo accompagna viene sostituito da un innalzamento dello spirito e delle azioni quando un gruppo di liceali italiani entra in contatto con il proprio intimo e si connette con l'esterno.  Il sottoprodotto che ne risulta una maggiore capacit di risposta e di responsabilit a tutti i livelli della vita. C' speranza insieme ad un senso di "empowerment" nel presente e non qualcosa di assolutamente inaccessibile, inesplicabile, irraggiungibile, qualcosa che si insegna continuamente e non si raggiunge mai, ma piuttosto qualcosa che dentro ad ognuno e tutti sentono.

In occidente abbiamo creato un approccio lineare orientato al risultato dove l'educazione intesa a prepararci a diventare membri che contribuiscono alla societa'  in un mondo sempre piu' competitivo, parti di un ingranaggio invece che esseri umani unici. Alcune capacita'  fondamentali sono necessarie alla sopravvivenza, ma che cos' necessario per crescere?   Sentiamo spesso e ripetutamente che la scuola sta fallendo nell'educazione. Curioso, il naturale diritto alla vita dell'umanita' spesso si perde quando dimentichiamo di fare attecchire il sapere nel corpo. Ci sentiamo a pezzi, tesi, senza contatto con la nostra vera natura. La malattia, o almeno l'insoddisfazione sono la norma.

Ad una conferenza a Trieste, in Italia, un gruppo di studenti del liceo Oberdan ha preso al parola su una alquanto diversa esperienza di apprendimento attraverso il contatto e la sperimentazione "dal di dentro" in un corso offerto presso il loro liceo dal titolo "Yoga, silenzio e musica". Il tema della conferenza era "Lo Yoga ayurveda: lavoro e benessere". Pensando all'aforisma "Il lavoro amore reso visibile" era toccante vedere un'ampia variet di presentazioni, dalla filosofia sia orientale che occidentale, alla scienza alla medicina e d'Ayurveda, la pratica da ben essere indiano.

Piuttosto che promuovere una pratica in particolare stata offerta la possibilita' di imparare cio che a disposizione per il benessere:  ha parlato Swami Joytimayananda, il medico ayurvedico indiano che ha creato centri di Yoga ayurveda qui in Italia, e poi un medico italiano che aveva messo da parte la medicina tradizionale dopo essersi rivolto all'ayurveda per suoi motivi di salute ha tenuto una breve presentazione sui legami tra la scienza medica  e I principi ayurvedici, e infine un agopuntore, ben deciso a convincerci che non abbiamo bisogno di rivolgerci all'oriente per la pratica spirituale che esiste all'interno della cornice della nostra "cultura europea".

Tuttavia l'amore era davvero visibile quando, tra risatine nervose, i ragazzi raccolti dietro il professor Alberto Bon hanno descritto il corso offerto al liceo Oberdan (un scuola superiore scientifica). Hanno parlato della sorpresa e del piacere di scoprire che lo Yoga no solo esercizio fisico che li aiuta a vivere e a studiare meglio, ma molto altro. Una ragazza ha detto "Talvolta ho paura del futuro. C' cos tanta guerra e non so che cosa succedera'. Lo Yoga mi da la sensazione che c' qualcosa di piu' grande di me . Lo Yoga mi da speranza."

Un Liceo, come ogni altra scuola superiore, spesso un luogo di competizione, diventato per questi studenti uno spazio sacro in cui esplorare strumenti che migliorano il loro senso di benessere.

Il luogo in cui si tenuta la conferenza, il Museo Revoltella, ha conferito autorevolezza ad un argomento importante, il benessere e il lavoro che facciamo sia come sostegno che come contributo.Tanto piu' che il sindaco di Trieste sedeva in prima fila, direi una sorpresa visto che non sembra il tipo. In realt con la sua cravatta e il suo abito costosi si sarebbe fatto notare anche senza conoscere il suo ruolo.

Gina Viso, a prima vista timida, con soffici capelli scuri e occhi da colomba, salita sul palco e la sua timidezza si sciolta in uno stupendo rossore per il meraviglioso lavoro svolto senza contare il fatto che qui a Trieste lei che sostiene il Centro Yoga Ayurveda Trieste. "Qualcuno deve essere l costantemente affinch  funzioni". Il suo impegno nei confronti dell'incarico evidente dal suo portamento. Ringraziandoci per la partecipazione ci presenta il "Maestro".  Un piccolo indiano vestito negli abiti indiani tradizionali, una tunica su morbidi pantaloni, sale senza fretta sul palco. Dopo aver osservato con calma attentamente la platea congiunge le mani, si inchina e chiude gli occhi. "Om bhur bvat svaha, tat savitur vareyn..."
HOME
Pagina 2